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Le notizie più importanti e gli articoli più importanti su Pino Daniele e la sua musica.
Fabio Massimo Colasanti ha iniziato a collaborare con Pino Daniele nel 1996, la sua firma è stata praticamente costante nei dischi da «Dimmi cosa succede sulla terra» (97) a «La grande madre» (2013), accompagnando il Nero a Metà spesso anche nei live forte della sua esperienza di musicista e producer cresciuto in sala di registrazione ma prontissimo alla prova del palco. Dopo la sua scomparsa, ne ha rilevato lo studio romano in piazza Mazzini, ed ha provato a rimettere in ordine la sua vita, artistica e privata, così colpita dalla scomparsa «di un maestro, non solo di musica». Dopo «Anime restanti», cd d'esordio degli Unicostampo, la band messa in piedi con Danilo Cioni, si è armato di tempo e coraggio e si è gettato in un lavoro da far tremare i polsi: portare le canzoni del suonautore napoletano a teatro.

Sul palco gli artisti che hanno collaborato con lui italiani e internazionali

Ci sono due o tre scene almeno che mozzano il fiato in «Pino Daniele. Qualcosa resterà» il docufilm di Giorgio Verdelli che sarà presentato in anteprima domenica sera al San Carlo. C'è il Nero a Metà che, nella penombra di casa sua, fa ascoltare per la prima volta a Massimo Troisi un abbozzo di «Quando». Ci sono rarissime immagini del concerto grossissimo del 19 settembre 1981 in piazza del Plebiscito con un saluto finale («Io esisto grazie a voi, ciao guagliù») e poi il racconto dell'amico Peppe Lanzetta che lo trova dopo, solitario in un pulmino («Pe' ma li hai visti quanti erano?»).
Anteprima il 19 marzo al San Carlo. Al via le prevendite per le proiezioni nei cinema dal 20 al 22
PINO DANIELE: Il Tempo Resterà - IL FILM. Solo il 20, 21 e 22 marzo il docu-film dedicato all’artista al cinema!

Il 13 Gennaio 2017 esce  "TERESA CANTA PINO" , il nuovo progetto di TERESA DE SIO dedicato a Pino Daniele.
(Progetto di Sosia&Pistoia / Distrib.Universal Music / Patrocinato dal Pino Daniele Trust Onlus)

Al Lirico un docufilm inedito di Giorgio Verdelli sulla sua carriera
Alex Daniele è abituato a lavorare dietro le quinte, chi lo conosce da ragazzino lo ha visto crescere senza mai cercare di mettersi in mostra. La repentina e drammatica scomparsa del padre il 4 gennaio 2015, l'essersi trovato in prima linea nel gestirne la memoria, l'eredità artistica e la fondazione a lui intitolata, non l'hanno cambiato. È davvero eccezionale che abbia accettato l'invito della Rizzoli di un minitour prenatalizio per lanciare Qualcosa arriverà, il bel libro, non solo fotografico, curato con Giorgio Verdelli «per raccontare ai giovani papà chi era, ma anche da dove veniva, da quale città, da quali anni, da quale fermento», spiega lui: «Non potevo dire di no, mi nasconderò dietro gli amici che ho invitato»: domani, a Napoli, alle 18 alla Feltrinelli di piazza dei Martiri, dovrebbero ad esempio esserci Tony Esposito e Rino Zurzolo, «pronti a completare il mio racconto, a ribadire le parole che abbiamo messo dentro al volume insieme agli scatti di grandi fotografi».
«Fin dagli esordi, c’è una costante nella carriera artistica di mio padre: il rigore, la ricerca, lo studio e il confronto per migliorarsi, in evoluzione continua e ben ancorata alle sue radici, senza fermarsi sulle posizioni raggiunte», scrive Alessandro Daniele nella prefazione di «Qualcosa arriverà» (Rizzoli, pagine 256, euro 35), ennesimo omaggio al genitore, atteso nelle librerie giovedì 15. Come nel prezioso cofanetto postumo «Tracce di libertà», come nell’allestimento del museo dedicato al Nero a metà ospitato al Mamt di Napoli, Alessandro prova ad attenersi a quelle costanti: rigore, ricerca, studio.
Giorgio Verdelli firma entrambi i progetti: il primo, insieme al figlio del musicista, Alessandro. Il documentario prodotto da Raicinema sarà pronto in primavera
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